LCA Life Cycle Assessment delle filiere agroalimentari

Phenbiox è nata studiando il Ciclo di Vita (Life Cycle Assessment – LCA) delle filiere agroalimentari, per ridurre gli impatti ambientali legati alle fasi del ciclo di vita dei prodotti.

Lo studio dell’LCA prende in considerazione sia gli aspetti ambientali che gli impatti del prodotto stesso durante la sua esistenza. Il ciclo di vita di un prodotto comprende l’estrazione della materia prima e la sua lavorazione, la fabbricazione del prodotto, il trasporto, la distribuzione, l’uso e l’eventuale riuso, la raccolta, lo stoccaggio, il recupero e lo smaltimento finale del rifiuto che deriva dall’utilizzo produttivo o di consumo.

In Europa la produzione di scarti agroalimentari viene stimata intorno ai 250 milioni di ton/anno e in Italia la maggior parte di questi rifiuti è rappresentata da sottoprodotti dell’industria di lavorazione dei cereali (11 milioni di ton/anno), della vite (2,3 milioni di ton/anno) e delle olive (1,2 milioni di ton/anno).

Il problema della gestione e dello smaltimento di tali scarti ha una notevole ricaduta sulla comunità, tanto che negli ultimi anni le aziende operanti nei paesi industrializzati hanno rivolto un’attenzione sempre maggiore alla valutazione e riduzione dell’impatto ambientale legato a tali smaltimenti.

Il recupero e la valorizzazione dei sottoprodotti

La valorizzazione delle matrici vegetali di scarto, attraverso le nostre tecnologie estrattive, può generare una vasta gamma di composti organici ad alto valore aggiunto, utilizzabili in tutti i settori, risolvendo quindi un problema ambientale e riducendo il fabbisogno di risorse naturali grazie all’allungamento del ciclo di vita del prodotto e sviluppando allo stesso tempo un nuovo mercato.

Alcuni dei nostri principi attivi derivano da materie prime vegetali di scarto, come ad esempio: acque di vegetazione e sanse da oliva, bucce di uva, bucce di pomodoro, noci verdi, crusche, bucce di limone, arancia, bergamotto, lime, mandarino ecc.

Un’adeguata politica integrata di valorizzazione degli scarti, applicata ai settori produttivi delle realtà agroindustriali costituisce un fondamentale presupposto per un waste management sostenibile conferendo valore commerciale agli scarti. Il recupero di chemicals ad alto valore aggiunto da scarti costituisce un’interessante soluzione economica al fine di incentivare lo sviluppo di nuovi processi sostenibili.

L’utilizzo dell'acqua come solvente estrattivo

Gran parte dei nostri estratti vegetali e principi attivi di origine vegetale sono prodotti base acqua. I vantaggi ambientali correlabili all’utilizzo dell’acqua come solvente estraente sono numerosi:
  • Minore impatto ambientale e minori emissioni di CO2 , evitando il trasporto di grossi volumi di solventi estraenti dal luogo di produzione al luogo di utilizzo.
  • Si evita il consumo di risorse non rinnovabili non utilizzando solventi derivati da petrolio.
  • In paragone ai solventi di origine vegetale, utilizzando acqua si evita l’impatto ambientale legato alla coltivazione dei vegetali e alla trasformazione di questi in solventi.
  • Non si generano rifiuti speciali ad alto impatto a valle del processo di estrazione e i residui di lavorazione possono essere smaltiti come normali rifiuti umidi.
  • In quanto privi di qualsiasi solvente residuo si ottengono prodotti sicuri, sia per gli operatori che manipolano le nostre materie prime, che per i consumatori finali.

Materie prime da agricoltura sostenibile e fonti rinnovabili

Selezioniamo, ove possibile, produttori e rivenditori di piante locali in modo da originare un minore impatto ambientale e minori emissioni di CO2 legati a stoccaggi e trasporti delle materie prime. Selezioniamo, ove possibile, materie prime Biologiche e Biodinamiche la cui coltivazione impatta in maniera minore rispetto alle coltivazioni convenzionali. Oltre il 99,7% delle materie prime che utilizziamo per realizzare i nostri prodotti deriva da fonti rinnovabili.

Packaging a basso impatto ambientale

Dal 2007 Phenbiox confeziona i propri estratti vegetali in Bag-in-Box, un packaging alternativo alla tanica in HDPE che è largamente utilizzata tra i produttori di estratti vegetali. Il sistema Bag-in-Box è amico dell’ambiente poiché utilizza circa un settimo della plastica derivante da fonti non rinnovabili rispetto alle tradizionali taniche in polietilene

Packaging funzionale e amico dell’ambiente

Fin dal 2007 per il confezionamento dei propri estratti e attivi, Phenbiox ha utilizzato i Bag-in-Box al posto delle taniche in plastica. Questo packaging funzionale è ampiamente utilizzato nel settore alimentare.

Il Bag-in-Box è costituito da una sacca di polietilene che contiene il liquido, inserita in una scatola esterna di cartone corrugato riciclabile. La sacca di polietilene è dotata di un rubinetto che consente di dosare accuratamente il prodotto necessario. Durante il processo di prelievo del prodotto la sacca diminuisce in volume prevenendo l’ingresso di aria all’suo interno. Questo sistema previene la formazione di spazi di testa, riducendo i fenomeni ossidativi che potrebbero causare una perdita di efficacia del prodotto. Anche eventuali contaminazioni microbiche sono escluse grazie all’utilizzo di questo sistema.

È possibile calcolare la quantità di materiale plastico (ottenuto da risorse fossili non rinnovabili) utilizzato per kg di estratto confezionato in bag box oppure in taniche convenzionali: Bag Box = 0,06 kg/10 kg = 6 grammi di plastica / kg di estratto Tanica = 1 kg/25 kg = 40 grammi di plastica / kg di estratto
Confezionando i nostri estratti in Bag-in-Box riduciamo i consumi di materiale plastico da fonti non rinnovabili dell’85% rispetto alla classica tanica in polietilene.